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Oggi nasceva Luigi Masetti, l’anarchico delle due ruote

Luigi Masetti

Tra il 1864 e il 1940, mentre in Italia e in Europa si assisteva all’ascesa delle automobili e dei treni come principali mezzi di trasporto, emergeva un altro mezzo protagonista: la bicicletta. In un’epoca segnata dalla Belle Époque, dal progresso tecnologico e dall’avvicinarsi di due guerre mondiali, ecco le due ruote. Divennero non solo un mezzo economico e versatile, ma anche simbolo di libertà e innovazione. In questo contesto storico, raccontiamo la straordinaria vicenda di Luigi Masetti, ciclista e reporter visionario. La sua storia si intreccia con quella dei grandi cambiamenti dell’epoca, portando con sé avventure rivoluzionarie e viaggi emblematici. Per molti, la bicicletta rappresentava allora ciò che oggi potremmo paragonare a un motorino o a un’auto economica: un mezzo essenziale per spostarsi e vivere esperienze memorabili, che oggi assumono un valore ancora più significativo per il loro legame con la sostenibilità e l’ambiente.

Luigi Masetti da Trecenta al Viaggissimo, anno 1893

Foto da pixabay

Luigi Masetti, nato a Trecenta il 18 dicembre 1864, è ricordato come un vero pioniere del cicloturismo, soprannominato l’anarchico delle due ruote per le sue idee libertarie. La sua passione per la bicicletta lo portò a intraprendere viaggi epici e a firmare reportage che ispirarono generazioni di viaggiatori. Dopo un’adolescenza nel Polesine, Masetti si trasferì a Milano, dove entrò in contatto con ideali anarchici e scoprì la bicicletta durante un’esperienza in Svizzera. Il suo primo viaggio, nel 1892, lo vide percorrere 3.500 km attraverso l’Europa, ma la vera consacrazione arrivò con il viaggissimo del 1893: un’impresa sponsorizzata dal Corriere della Sera che lo portò da Milano a Chicago, attraversando l’Atlantico e percorrendo oltre 7.000 km.

Nel 1897, Masetti replicò con un altro viaggio straordinario, dalle Alpi alle Piramidi, toccando Egitto e Medio Oriente. Continuò a sfidare i limiti del suo tempo con un’avventura di 18.000 km che lo condusse fino a Capo Nord, passando per Russia, Norvegia, e incontrando persino Lev Tolstoj in un memorabile episodio. Nonostante le sue imprese, la fama di Masetti declinò rapidamente agli inizi del Novecento. Muore il 22 maggio 1940 a Milano, lasciando un’eredità fatta di audacia, idealismo e amore per il viaggio lento, simbolo di un’epoca di pionieri e sognatori. Oggi, il suo nome è un’icona per chi vede nella bicicletta non solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento di libertà e scoperta.

Luigi Masetti: le tre spedizioni, l’omaggio di Giulia Baroncini e i libri dedicati

Luigi Masetti, il primo cicloviaggiatore italiano, ha realizzato imprese memorabili che hanno segnato la storia del cicloturismo. Tra queste spiccano tre spedizioni straordinarie. La prima, il viaggissimo Milano-Chicago del 1893, lo vide percorrere oltre 7.000 km per raggiungere l’Esposizione Universale di Chicago, passando per Svizzera, Germania, Francia e Inghilterra. Giunto negli Stati Uniti, fu ricevuto dal Presidente, lasciando un’impronta indelebile come ambasciatore delle due ruote.

La seconda impresa, del 1897, portò Masetti dalle Alpi alle piramidi, lungo un itinerario ispirato alla campagna d’Egitto di Napoleone. Attraversò il Medio Oriente fino alla piramide di Cheope, dimostrando la forza e la resistenza che caratterizzavano le sue avventure. La terza, nel 1900, lo condusse in un viaggio epico di 18.000 km, dal Marocco a Capo Nord, passando per la Russia, dove incontrò Tolstoj, e giungendo a Costantinopoli.

Foto da Pixabay

Nel 2023, la ciclista Giulia Baroncini ha deciso di rendere omaggio a Luigi Masetti replicando il suo viaggio Milano-Chicago. Partita da Trecenta, città natale di Masetti, ha percorso 7.500 km in bicicletta, onorando i 130 anni dalla celebre impresa e lasciandosi ispirare dal libro L’anarchico delle due ruote di Luigi Rossi. (Da Quotidiano Sportivo)

Due libri principali celebrano la figura di Masetti. L’anarchico delle due ruote di Luigi Rossi racconta le sue imprese, dalla Milano-Chicago agli incontri con personalità come Tolstoj e il Presidente degli Stati Uniti, restituendo la storia di un uomo che unì poesia, viaggio e coraggio. Bici ribelle di Luigi Bairo, invece, esplora la filosofia della bicicletta come strumento di libertà e resistenza, includendo Masetti tra i pionieri che trasformarono la bici in un simbolo culturale e sociale.

Immagine di copertina: Il velocipedista Luigi Masetti che andò da Milano a Chicago in bicicletta (xilografia). Fonte Wikipedia

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