Scrivendo le pagine dedicate alla Val D’Aosta e al Piemonte, abbiamo avuto la possibilità di esplorare il ricco ricettario della cucina valdostana e piemontese. Uno spettacolo di sapori tra formaggi, vini, contorni e antipasti, diverse preparazioni, dal primo al dolce. Scopriamo le due regioni dal punto di vista enogastronomico e prepariamo insieme il pranzo perfetto per Natale e Santo Stefano, abbinando tradizione e gusto.
Natale e Santo Stefano nelle tavole valdostane e piemontesi
In Val D’Aosta e Piemonte, il Natale e Santo Stefano sono occasioni per ritrovarsi in famiglia e gustare piatti che celebrano la tradizione. Nelle tavole valdostane, il protagonista indiscusso è la fonduta valdostana, un piatto caldo e accogliente perfetto per affrontare i freddi inverni alpini. Accanto alla fonduta, troviamo la zuppa alla valpellinese, una saporita combinazione di cavolo, fontina e pane di segale.
In Piemonte, non possono mancare gli agnolotti al sugo di carne arrosto o in brodo, simbolo della festa, serviti come primo piatto di apertura. Tra i secondi, spiccano i brasati di carne accompagnati da contorni di verdure e polenta concia. La bagna cauda, invece, è una presenza costante come antipasto o secondo leggero, grazie alla sua capacità di unire convivialità e sapori intensi.
I dolci variano da regione a regione: in Val D’Aosta si prepara il mecoulin, un pane dolce simile al panettone, mentre in Piemonte si gustano i classici gianduiotti o i bonèt, dolce al cucchiaio a base di cacao e amaretti.
Fonduta valdostana: la ricetta della tradizione

La fonduta valdostana è un piatto simbolo della cucina valdostana e piemontese fino in Francia. È un piatto di condivisione in territori caratterizzati da giornate o pomeriggi molto gelidi in inverno. La preparazione di formaggio fuso viene messa al centro del tavolo con appositi cucchiai o forchettine che permettono o di riempire il piatto oppure di intingere pane o crostini. La fonduta è ideale come antipasto o secondo piatto leggero durante le festività.
Ingredienti:
- 400 g di Fontina DOP
- 250 ml di latte intero
- 4 tuorli d’uovo
- Noce moscata q.b.
- Sale q.b.
Preparazione:
- Tagliate la Fontina a cubetti e lasciatela in ammollo nel latte per almeno 2 ore.
- Versate il tutto in una casseruola e scaldate a bagnomaria.
- Aggiungete i tuorli d’uovo, mescolando continuamente per ottenere una crema liscia e omogenea.
- Regolate di sale e noce moscata.
- Servite calda con crostini di pane o verdure.
Polenta concia: il piatto di montagna

La polenta concia è una preparazione rustica tipica della cucina valdostana e piemontese, fino in Lombardia. Si distingue per la ricchezza dei suoi ingredienti e il sapore intenso, perfetto per un pranzo invernale. La polenta concia si adatta bene sia al pranzo di Natale che a quello di Santo Stefano, soprattutto se servita come contorno. È un piatto che riscalda e riempie, oltre ad essere un piatto di montagna è servito soprattutto per rifocillarsi dopo un pomeriggio o una mattinata trascorsa tra vento e neve.
Ingredienti:
- 400 g di farina di mais
- 200 g di Fontina DOP
- 100 g di burro
- Sale q.b.
Preparazione:
- Cuocete la polenta in acqua salata, mescolando continuamente per evitare grumi.
- Quando la polenta è quasi pronta, aggiungete il burro e la Fontina a pezzetti, mescolando finché non saranno completamente sciolti.
- Servite calda, accompagnata da spezzatini di carne o funghi.
Agnolotti piemontesi con sugo di carne arrosto o in brodo

Gli agnolotti piemontesi rientrano nella specialità della pasta ripiena come i ravioli, i tortellini, gli orecchioni, i culurgiones e la spoja lorda.. Si possono servire sia asciutti, con un sugo di carne arrosto, sia in brodo per una versione più leggera.
Ingredienti:
- 300 g di farina 00
- 3 uova
- 200 g di arrosto di vitello tritato
- 50 g di spinaci lessati
- 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- Noce moscata, sale e pepe q.b.
Preparazione:
- Preparate la pasta fresca impastando farina e uova. Lasciate riposare per 30 minuti.
- Preparate il ripieno mescolando carne, spinaci, Parmigiano, sale, pepe e noce moscata.
- Stendete la pasta sottile e distribuite il ripieno in piccoli mucchietti. Richiudete e ritagliate gli agnolotti.
- Cuocete in abbondante acqua salata e servite con il sugo di carne arrosto o in brodo caldo.
Bagna cauda: un antipasto conviviale

La bagna cauda è una salsa calda a base di aglio, acciughe e olio d’oliva, servita con verdure crude o cotte. Questo piatto rappresenta al meglio la cucina piemontese, ideale per iniziare un pranzo natalizio, va bene quindi dalla vigilia al 26 dicembre.
In Piemonte, viene proposta dai ristoranti come antipasto, può accompagnare la polenta al forno, è un’altra preparazione da mettere al centro della tavolata con crostini da intingere e cucchiaini. In più, è anche salutare quindi si può consumare, nelle giuste quantità settimanali.
L’aglio ha proprietà antibatteriche e sostiene il sistema cardiovascolare, le acciughe sono una fonte di Omega-3 utili per il cuore e il cervello, mentre l’olio d’oliva è ricco di antiossidanti e grassi monoinsaturi che favoriscono la salute del cuore e riducono l’infiammazione.
Ingredienti:
- 100 g di acciughe sotto sale
- 100 g di aglio
- 200 ml di olio extravergine d’oliva
- Latte q.b.
Preparazione:
- Pulite le acciughe eliminando il sale e le lische.
- Pelate l’aglio e lessatelo brevemente nel latte per renderlo più delicato.
- In una casseruola, sciogliete le acciughe nell’olio a fuoco basso, aggiungendo l’aglio.
- Servite la bagna cauda calda, accompagnata da cardi, peperoni, topinambur e altre verdure.
Menù natalizio e di Santo Stefano: idee e abbinamenti
Un menù natalizio a base di cucina valdostana e piemontese potrebbe iniziare con la bagna cauda come antipasto, accompagnata da verdure di stagione e un bicchiere di Arneis, vino bianco piemontese. Come primo, gli agnolotti al sugo di carne arrosto esalteranno i sapori della tradizione, abbinati a un robusto Barbera d’Asti.
Per il secondo, proponete la polenta concia accanto a spezzatini di selvaggina o brasati, da gustare con un Nebbiolo. Infine, concludete con la fonduta valdostana servita come piatto unico per Santo Stefano, accompagnata da un bicchiere di Torrette Superiore, vino rosso della Val D’Aosta.
Per chiudere in dolcezza, non dimenticate un assaggio di bonèt o mecoulin, accompagnati da un bicchiere di Moscato d’Asti. La ricchezza della cucina valdostana e piemontese rende queste feste un’occasione unica per gustare piatti che uniscono tradizione e innovazione, regalando ai commensali momenti di autentico piacere gastronomico.
